Quasi due milioni di euro di investimenti per la cura del patrimonio forestale nel Comprensorio: la Comunità Montana Unione dei Comuni Parma Est partecipa, con Comuni e Consorzi di Bonifica, alla tutela del paesaggio appenninico
Quasi due milioni di euro i finanziamenti che il settore Forestazione della Comunità Montana Unione dei Comuni Parma Est ha saputo catalizzare sul territorio grazie ad una capace azione di progettazione ma anche grazie ad un impegno economico diretto che, assieme allo sforzo dei Consorzi di Bonifica e dei Comuni coinvolti nei progetti approvati dalla selezione regionale, porterà alla realizzazione di ben otto differenti azioni di valorizzazione e riqualificazione del patrimonio boschivo del comprensorio est di carattere pubblico e a numerosi interventi specifici di origine privata.
Grazie al Piano di Sviluppo Rurale la Comunità – Unione Parma Est ha saputo mettere in azione un piano sinergico di progettazione che ha portato frutti per un ammontare di 1.074.136,91 euro, dei quali 347.070,03 saranno finanziati direttamente dagli Enti copartecipanti alle azioni: la Comunità Montana, i Comuni e i Consorzi di Bonifica Parmense e dell’Emilia Centrale. A tali progetti si vanno ad aggiungere 857.343,61 euro che andranno a finanziare al 60 % progetti privati (di cui numerosi realizzati in forma collettiva) per la riqualificazione del territorio.
Un impegno organizzativo ed economico concreto che permetterà la realizzazione ai comuni di Langhirano, Lesignano de’ Bagni, Neviano degli Arduini, Palanzano Corniglio e Monchio delle Corti di applicare interventi mirati per la salvaguardia del comparto forestazione.
“Gli interventi a tutela del patrimonio forestale – commenta l’Assessore alla Forestazione Massimo De Matteis – ed ogni azione mirante al conseguimento di questo obiettivo rappresentano lo sforzo dell’unione a realizzare uno dei più importanti obiettivi di programma di sviluppo e di difesa della montagna. Sottolineo inoltre che òe foreste del crinale sono una ricchezza da difendere con ogni mezzo e senza indugi e dovrà essergli dedicata particolare attenzione”.
Anche il Presidente Giordano Bricoli, in uscita dalla Conferenza Regionale della Montagna svoltasi oggi a Zocca (MO) conferma la piena soddisfazione, personale e per l’Ente, per un successo che ancora una volta si basa su numeri ed interventi realizzati e che conferma la presenza della Comunità-Unione dei Comuni Parma Est sulle questioni aperte della Montagna.
TABELLA DEGLI INTERVENTI FINANZIATI:
Lesignano – Interventi di rinaturalizzazione nella pineta di Badia Cavana
Langhirano – Interventi di prevenzione degli incendi boschivi nella pineta di Cozzano
Neviano – Interventi per la salvaguardia del paesaggio ed il potenziamento della multifunzionalità dei boschi con particolare riferimento alla funzione pubblica in località Campora
Neviano – Interventi per il potenziamento della multifunzionalità dei boschi con particolare riferimento alla funzione pubblica in località Cippo del Monte Fuso
Palanzano – Manutenzione straordinaria di opere di sistemazione idraulico forestale storiche del fosso Mascagnana in località Zibana
Corniglio – Manutenzione straordinaria di opere di sistemazione idraulico forestale storiche del Rio di Vestana
Langhirano – Manutenzione straordinaria di opere di sistemazione idraulico forestale storiche del Fosso Valscura in località Querceto di Cozzano I° stralcio
Langhirano – Manutenzione straordinaria di opere di sistemazione idraulico forestale storiche del Fosso Valscura in località Querceto di Cozzano II° stralcio
Monchio – 1 Progetto Collettivo (3 domande) e 1 progetto del Consorzio Forestale Val Cedra
Corniglio – 1 progetto individuale e 2 domande dei Consorzi Forestali Val Parma e Val Bratica
Neviano – 2 Progetti Collettivi a Scurano e a Vezzano (12 domande)










Quando si potranno valorizzare i boschi abbandonati da molti decenni? E cosa bisogna fare per aderire alla bellissima iniziativa? Grazie
Di seguito la risposta di federica Frattini, responsabile del settore Forestazione della Comunità Montana Unione dei Comuni:
Lo spopolamento della montagna è ormai un dato di fatto e questa minore presenza di attività umane ovviamente coinvolge anche gli aspetti naturali e ambientali quali l’agricoltura e la selvicoltura, i prati-pascoli non vengono più sfalciati o pascolati e i boschi non vengono più tagliati secondo i turni consuetudinari. Nel primo caso abbiamo una perdita di superficie “aperta” che, attraverso una ricolonizzazione spontanea, sta naturalmente evolvendo prima verso arbusteti e successivamente verso boschi di specie autoctone. Nel secondo caso la situazione è più complessa in quanto i nostri boschi in parte sono di origine naturale con essenze autoctone, in parte sono di origine artificiale con conifere oppure castagneti che per mantenersi tali (anche per motivi fitosanitari) hanno bisogno di una costante cura da parte dell’uomo. Nel primo caso l’abbandono del bosco si traduce in una lenta trasformazione verso foreste più complesse dal punto di vista della ricchezza di specie con individui di maggiori dimensioni, nel secondo caso l’abbandono comporta invece una generale perdita di stabilità del bosco con piante rotte, secche e troppo fitte che diventano in breve tempo un intricato guazzabuglio di rovi e arbusti spinosi regno incontrastato dei cinghiali. Questa premessa per spiegare perchè i boschi che sono stati individuati come aree di intervento dei progetti redatti dalla Comunità Montana e di cui si parla nell’articolo sono boschi artificiali di conifere e/o castagneti abbandonati da recuperare, che si trovano in zone ad elevata fruizione turistica-ricreativa e che pertanto hanno anche maggior bisogno di essere messi in sicureza (vedi pericolo di incendio boschivo). Il problema dell’abbandono dei boschi di origine naturale è stato affrontato solo in parte con i contributi che sono stati stanziati per i privati i quali, attraverso forme consociative come i Consorzi Forestali, hanno dato la disponibilità dei loro terreni perchè venisse avviata una trasformazione del bosco da ceduo ad alto fusto in modo da per assicurare una maggiore stabilità nel tempo al bosco. Entrambe questi filoni di finanziamento sono conclusi nella loro fase di finanziamento e nel corso del 2010/2011 verranno eseguiti i lavori previsti, nel 2011/2012 comunque verranno riaperti i bandi del Piano di Sviluppo Rurale sia per i progetti degli Enti (Misura 226 e 227) che per i contributi ai privati (Misura 122). Se fosse interessato a partecipare ai prossimi bandi i nostri uffici sono sempre a disposizione per fornire le informazioni utili per l’individuazione di massima dei requisiti richiesti per ottenere il contributo.
Cordiali saluti.
Federica Frattini
Resonsabile Servizio forestazione
Tel. 0521-354116 – federica.frattini@cmparmaest.pr.it